cazzeggiavo su internet (strano...) e leggendo leggendo, avrei voluto commentare questo articolo di vanityfair, ma il commento mi stava venendo troppo lungo.
Ho pensato che in fondo, al mondo, non gli importava una benemerita sega della mia infanzia; mi so' scocciata ed allora ci fo' un post... toh! (e quindi ve lo puppate voi, mio piccolo mondo di quattro lettori, e pure aggiornato et allungato!!)
non ho figli, quindi teoricamente non dovrei aver diritto di commento... ma parlo da figlia e da amica confidente succube di sfoghi di mamme disperate.
questione lettino/lettone/pianti disperati notturni:
Mia mamma mi ha raccontato che io la notte piangevo. E tanto. (rompevo parecchio i coglioni...)
La suddetta mamma, assonnata & rassegnata, si alzava e mi pigliava in collo:
ninna nanna ninna questa bimba a chi la do
la darò all'uomo nero, che la tenga un anno intero,
la darò alla befana, che la tenga una settimana,
la darò all'omino di piombo, che la tenga tutto il giorno,
la darò all'omino d'ottone, che non paga la pigione
(poi si potrebbe aprire una discussione sulle filastrocche e fiabe per bambini...seriamente.. ho letto un po' sull'argomento ed è interessante...)
ed io mi riaddormentavo.
(durante la mia infanzia, complici i nonni dai quali ho passato più tempo e notti che con miei genitori, le canzoni più gettonate erano:
-il piave
-bella ciao
-quel mazzolin di fiori
-va pensiero
- fischia il vento
- inno di Mameli (completo)
-ciao biondina (???)
-faccetta nera (???)
-vecchio frack
- ma che gelida manina (bohème)
-nessun dorma (turandot)
... oh.. questo era repertorio della nonna....
Il lettone era concesso solo ed esclusivamente quando il babbo aveva il turno di notte, e soltanto fino al momento in cui il babbo non tornava a casa.
Al che venivo brutalmente spedita nel mio letto (non affettuosamente accompagnata in braccio, ma cacciata con urlaccio del babbo).
In occasioni speciali, tipo natale, pasqua, domeniche festive (sembra un pleonasmo, ma i miei genitori la domenica spesso lavoravano) era concesso svegliarsi verso le sette e catapultarsi a piantare amorevolmente le mie implumi ginocchia nelle costole dei rasseganti genitori (leggi: oggi, un si tromba!)
Con ciò, non penso di avere avuto traumi di sorta.
A parte una sana, normale adolescenza inquieta. Ma fa parte del contratto genitori/figli.
questione latte:
la mamma non aveva latte, quindi la questione si è risolta automaticamente.
Cresciuta negli anni 70 a furor dei primi latte (latti??) artificiali sono diventata una ragazzona di un metro e settantacinque per quasi 70 chili di morbidezza. (si lo so.. so' ingrassata... devo perdere 5 chili..)
... Narra la leggenda che io, bambina di circa un anno e mezzo, due (boh.. ) stavo placida nel seggiolone a tavola accanto al babbo aspettando le pappe.
La mamma aveva fatto la schifezza frullata pappina per me e le polpette fritte per il babbo.
è stato un attimo.
una distrazione di un secondo della mamma
il babbo non ha fatto in tempo a reagire.
La tenera boccolosa biondina con gesto fulmineo et felino afferra la polpetta dal piatto del babbo ed ingerisce la summentovata polpetta in un sol boccone spalmandosela allegramente su tutta la faccia.
Sorrisone felice!
Al che i miei capirono...
.... un metro e settantacinque per sessantotto chilogrammi...
Amiche madri:
meriterebbe un post a se stante....
...e siccome è tardi e un c'ho più voglia di scrivere, lo farò prossimamente!
Babbo & Mamma